La Scuola di Follia favorisce lo sviluppo delle capacità mentali e quelle di collaborazione attraverso il raggiungimento di quattro grandi obiettivi:


Cambiamo il modo di fare formazione

Un nuovo modo di fare formazione, coerente con la vita folle e costruttiva di oggi: stimoli, esempi di idee, novità e… poco tempo necessario.

Due ore alla settimana in aula, con moduli coerenti fra loro ma indipendenti: se qualcuno ne salta uno può proseguire senza alcun problema (ma ci pensiamo noi: avranno tutti voglia di non saltare nulla).

Linguaggio non convenzionale, docente in sneakers, didattica informale, sembra sempre che si scherzi e, intanto, si risolvono problemi veri. Il buonumore continuo aiuta l’apprendimento. Meglio aiutarlo, perché i contenuti sono inediti e assai rilevanti.

Cambiamo il modo di guardare il mondo

Punti di vista: muoversi dall’uno all’altro per guardare di più. Capire il punto di vista del capo, quello del collaboratore, quello del cliente, quello dell’azienda, quello del mercato. Sono tutti giusti, nessuno è sbagliato, ma tutti diversi dal tuo.

Ci sono alcune obsolete abitudini di pensiero che occorre discutere e, ove necessario, adeguare. La più grande “follia” è guardare gli altri anziché se stessi.

“Stay Hungry, Stay Foolish”. Da studente, Steve Jobs lesse questa frase su una rivista e la scelse come guida per la sua esistenza. Ne fu condotto su percorsi mai percorsi da altri e capì la gente come nessun altro.

Cambiamo il modo di immaginare l'infinito

Prima hanno inventato il computer. Poi quello personale. Poi un i-pod per ascoltare la musica. Poi ci hanno attaccato un telefono. Poi le fotografie… e tanto altro. Per immaginare l’infinito serve una gran voglia di innovare, ma anche il capire che all’infinito si arriva con passi limitati.

L’uomo che è abbastanza folle può raggiungere l’infinito, ottenendo benessere. Le aziende sono nate per aiutarlo, creando valore. Purché le aziende capiscano che l’uomo ha bisogno di benessere. E gli uomini capiscano che il loro lavoro deve creare valore.

L’infinito è anche infinitamente vicino. Un po’ di scuola e ci siamo.

Cambiamo il modo di pensare al cliente

Il cliente non è solo quello che compera. Non è solo quello che è importante. È quello che pretende che tutti capiscano che lui è importante.

Guardare al cliente come si guarda a un monumento, a un quadro di Raffaello, a una scultura di Michelangelo. Come si guarda a un neonato da far crescere felice.

Pensare a chi ha bisogno del nostro lavoro non è solo riflettere. È ciò che dà significato al lavoro. Ciò che lo rende entusiasmante. È vivere.